L’arte in Abruzzo, un viaggio tra medioevo, rinascimento, barocco e neoclassico.

Il Patrimonio artistico

Anche in Abruzzo, come in tutto il paese, gli appassionati di arte hanno la possibilità di trovare un patrimonio di grande pregio.

In particolare colpisce la grande suggestione creata dal connubio tra arte e paesaggio medievale. Borghi, rocche, castelli, torri e monasteri si trovano disseminati un po in tutta la regione. E proprio il medioevo ha lasciato una impronta indelebile nella caratterizzazione del territorio. Lo stile romanico con le facciate essenziali, sormontate da splendidi rosoni e portali a tutto sesto, da la cifra stilistica alle numerose chiese ed abbazie medievali intrise di spiritualità e bellezza.

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L’arte romanica

L’arte romanica ebbe larga diffusione in Abruzzo per merito dei monaci benedettini. Numerose costruzioni furono realizzate in luoghi a volte impraticabili, però strategicamente sicuri e idonei alla vita monastica. Tra le numerose abbazie romaniche medievali tutte meritevoli di una visita, citiamo Santa Maria Assunta e San Pellegrino di Bominaco, San Pietro ad Oratorium a Capestrano, Santa Maria in Porclaneta vicino Rosciolo, San Liberatore a Maiella a Serramonacesca, Santa Maria d’Arabona a Manoppello, San Giovanni in Venere a Fossacesia, San Pelino a Corfinio, Santa Maria in Lago a Moscufo, Santa Maria Maggiore a Pianella, Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino, San Clemente a Casauria a Torre de Passeri.


 

rinascimento

Anche il rinascimento ha lasciato una impronta importante nella tradizione visiva della regione, soprattutto nelle città d’arte di L’Aquila, Sulmona e Atri. E infine il barocco dei palazzi seicenteschi e settecenteschi che si può ammirare nelle tante piccole cittadine che creano una rete di bellezza e di fascino. Tra le città d’arte, da non perdere una visita a L’Aquila, dove, nonostante il terremoto, è possibile visitare solo dall’esterno, chiese come San Bernardino da Siena, Santa Maria di Collemaggio o la fontana delle 99 cannelle. Meritano una visita anche Sulmona, la città natale del poeta Ovidio, Scanno, Pescocostanzo, Lanciano, Guardiagrele, Vasto, Loreto Aprutino, Penne, Atri, Campli, Castelbasso e Civitella del Tronto. In ogni caso, il patrimonio artistico è stratificato in tutta la regione nei numerosi piccoli borghi. Chi è appassionato di pittura e cicli di affreschi medievali non può perdere una visita all’oratorio di San Pellegrino a Bominaco oppure ai cicli coevi di Santa Maria del Piano a Loreto Aprutino e della chiesa di Santa Maria Assunta ad Atri. Altri notevoli cicli di affreschi medievali si trovano anche in altre chiese della regione.

Per informazioni sul patrimonio artisti abruzzese visita i siti:

www.mirabiliadabruzzo.it oppure www.abruzzoturismo.it

 

Le aree archeologiche

Già prima del dominio romano l’Abruzzo era abitato da numerosi popoli italici che avevano creato degli insediamenti per lo sfruttamento dei pascoli montani. I sabini, i vestini, i marsi, i frentani, i piceni, gli equi, hanno lasciato una serie di testimonianze molto interessanti che è possibile ammirare in alcune aree e musei archeologici. Ancora più evidenti sono i resti archeologici dell’epoca romana che ha inciso in modo forte sulla storia dell’Abruzzo, considerata anche la vicinanza geografica con Roma. Ecco dunque un elenco delle principali aree archeologiche della regione e dei musei archeologici.

Da non perdere, per gli appassionati, la visita al museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti.

Amiternum – Fossa – Peltuinum - Alba Fucens – Ercole Curino - Ocriticum – Schiavi D’Abruzzo – Iuvanum – Campovalano Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti

Museo archeologico nazionale di Campovalano - Campli

useo archeologico di Castelvecchio Subequo

Museo archeologico di Guardiagrele

Museo archeologico di Lanciano

Museo archeologico di Teramo

Museo archeologico di Tagliacozzo

Museo archeologico Antiquarium di Loreto Aprutino

Museo archeologico in situ di Sulmona

Museo archeologico naturalistico di Lama dei Peligni

Museo archeologico di Corfinio

Museo archeologico di Vasto

Museo archeologico di Alfedena

Per una scelta consapevole e per maggiori informazioni, consultare i seguenti siti web:

www.archeoabruzzo.beniculturali.it

 

 

I musei

Anche in Abruzzo, come in tutte le regioni italiane, vi sono musei interessanti da visitare. Ve ne sono di tutti i tipi e per soddisfare i più svariati interessi. I musei più prestigiosi sono sicuramente il Museo delle genti d’Abruzzo a Pescara, che propone un viaggio nella storia dell’uomo in Abruzzo, dal neolitico ai nostri giorni, con una interessante sezione di carattere etnoantropologico. Da non perdere una visita al Museo archeologico nazionale d’Abruzzo di Chieti, per il valore delle collezioni antiche e per la scenografia espositiva. Bellissimo il Museo nazionale di arte sacra dell’Aquila, ma purtroppo non visitabile per il recente terremoto. In ogni caso, in tutta la regione è possibile visitare circa 150 musei, anche nei più piccoli borghi, dedicati alle tradizioni popolari contadine, alla storia naturale, alla botanica, alla scienza, all’arte, all’archeologia, agli strumenti musicali antichi, alla ceramica, al costume antico, alle tradizioni marinare, alla montagna, alla speleologia, all’arte moderna.

Per approfondire la visita ai musei abruzzesi consulta il sito: www.musei.it/abruzzo

 

 

I borghi

Una delle caratteristiche del territorio italiano ed abruzzese in particolare, è la presenza di numerosi borghi che hanno mantenuto un tessuto urbanistico medievale che si confonde con le forme del paesaggio e si integrano perfettamente con la natura. Sono borghi di pietra in montagna o di mattone in collina, che spesso conservano monumenti artistici di rilievo e dove comunque tutto il complesso urbanistico assume un rilievo storico artistico di pregio. Archi, stradine, castelli arroccati, chiese, case torre, piazze e chiese, formano una serie di labirinti di pietra che mantengono un fascino senza tempo. Sono ormai molti i borghi abruzzesi inseriti nel circuito nazionale dei borghi più belli d’Italia, ma in ogni caso sono veramente numerosi quelli che comunque sono in grado di sorprendere ed emozionare il visitatore.

Per approfondire  www.borghitalia.it

 

Eremi e luoghi spirituali

Sono pochi a riflettere sulla grande tradizione mistica dell’Appennino e soprattutto dell’Appennino centrale. Basti pensare a San Francesco d’Assisi, a San Benedetto da Norcia. Per ritornare all’Abruzzo, la presenza di una intricata e affascinate sequenza di luoghi nascosti, lontani, tra montagne selvagge e remote, ha attirato, soprattutto nel medioevo, uomini attratti dal silenzio e dall’energia particolare che emana da tali luoghi. La riscoperta di Celestino V, figura di grande rilievo spirituale, da sempre bollato come il papa del gran rifiuto, di dantesca memoria, ha riportato l’attenzione sugli eremi celestiniani della Maiella. Da non perdere una visita all’eremo di San Bartolomeo, San Giovanni all’Orfento e Santo Spirito (nei pressi di Roccamorice; si consiglia una guida, almeno per i primi due). Oppure, si consiglia di visitare l’eremo di Sant’Onofrio, presso Sulmona e nei pressi, il tempio di Ercole Curino e l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, nata come sede dell’ordine dei frati celestini. E per terminare un ideale itinerario sulle orme di Celestino V, il papa eremita che predicava la povertà e l’amore, da non perdere una visita alla splendida chiesa di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila, luogo di grande bellezza e spiritualità. Altri eremi suggestivi e intrisi di misticismo, sono l’eremo di San Venanzio a Raiano, l’eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca, l’eremo di San Franco alle pendici del monte San Franco sul Gran Sasso. In ogni caso, di grande interesse mistico o anche storico-artistico, sono i numerosi altri eremi che si trovano un pò in tutte le montagne della regione. I monaci scelsero dapprima le grotte e i ripari nelle rocce, adattandoli nel tempo con la realizzazione di piccole cappelle e dormitori. La particolare natura dell’Abruzzo, con le sue montagne così impervie, ha fatto sì che divenisse terra d’elezione di mistici e anacoreti e ancora oggi è possibile visitare un centinaio di eremi. Altri luoghi di grande interesse spirituale e religioso, sono i santuari e le abbazie medievali cistercensi.

Per saperne di più:

www.noielamontagna.netwww.abruzzoturismo.it

 

 

Artigianato artistico

La lavorazione del rame, del ferro, della pietra, la ceramica, i tessuti, l’arte orafa, la lavorazione del cuoio e del legno; insomma tutto ciò che è manualità sopraffina unita al gusto della grande tradizione dell’artigianato artistico. A Tossicia, in provincia di Teramo ed a L’Aquila, sopravvive una antica tradizione nella lavorazione del rame. Castelli è una delle piccole capitali della ceramica a livello nazionale, ma ottimi ceramisti si trovano anche a Rapino, L’Aquila e Sulmona. Di seguito, alcuni approfondimenti.

 

 

Ceramica

Castelli rappresenta il più famoso centro di produzione dell’arte della ceramica e della maiolica in Abruzzo. Sin dal quattrocento, gli splendidi manufatti, frutto della perizia e dell’abilità degli artisti artigiani, fanno il giro dei musei e delle fiere dell’artigianato più importanti del mondo. Nel cinquecento i maestri maiolicai danno vita alla “pentacromia”, la nuova tradizione cromatica che caratterizza il periodo aureo della produzione locale. Si tratta di intere generazioni di artisti artigiani che si tramandano l’arte da padre in figlio. Fra il sei e il settecento, con l’opera del maestro Carlo Antonio Grue, la ceramica di Castelli raggiunge la sua massima espressione, come ben dimostra lo straordinario soffitto maiolicato della chiesetta campestre di S.Donato, a Castelli, con oltre ottocento mattoni decorati. I pezzi prodotti nelle botteghe artigiane di Castelli si caratterizzano per i tipici colori impiegati: giallo, verde, azzurro, arancio, bruno manganese. Le decorazioni si ispirano ai soggetti più vari: fiori, piante, paesaggi, sole, luna, stemmi, icone, ex-voto. Le forme più diffuse riguardano vasellame di ogni misura e funzione, recipienti da farmacia, brocche, piatti, mattoni policromi. Nelle vecchie botteghe è ancora possibile assistere alle fasi di lavorazione artigiana dell’argilla. Un appuntamento da non mancare è la mostra d’arte ceramica che in agosto anima l’intero borgo di Castelli. Altri centri dove operano ancora artigiani della ceramica sono L'Aquila, Rapino, Loreto Aprutino, Penne, Lanciano, Civitella Roveto e Spoltore.

 

 

Le coperte abruzzesi

A Taranta Peligna, centro situato nei pressi del tratturo Magno, non molto distante dalla Via della Lana che univa le città di Firenze e Napoli si producono ancora le classiche coperte abruzzesi. La lavorazione tradizionale era considerata, sin dal medioevo, come una delle migliori, oggi sopravvive una produzione minima che mantiene l'intatta bellezza dei disegni e dei colori, che rendono queste coperte ancora molto ricercate. Si trovano ancora da comprare a Taranta Peligna, ma anche a Sulmona, all'Aquila, a Lanciano e in diverse altre città. Coperte abruzzesi ancora più antiche e tessute a mano, si trovano a Campotosto.

 

 

Oreficeria artistica

La produzione orafa abruzzese di tipo tradizionale si è caratterizzata, nei secoli, sia nella realizzazione di manufatti in filigrana che nelle tecniche della fusione, dello sbalzo e del cesello. Numerosi sono modelli, spesso ispirati al mondo della natura con riferimenti decorativi magico-simbolici. Attualmente, presso i centri di Pescocostanzo, Sulmona e Guardiagrele, prevale la lavorazione della filigrana, mentre a Scanno viene preferita la micro-fusione e viene utilizzato anche l’argento. Gli esemplari tradizionalmente ricorrenti sono: la “cannatora”, collana girocollo formata da sfere realizzate in filigrana o stampate a sbalzo; le “ciceje” o le “cecquaje”, orecchini a navicella in lamina traforata, caratteristici di Pescocostanzo e Scanno e la “presentosa”, un medaglione a forma di stella contornato da arabeschi in filigrana. Al centro di questo ciondolo figura spesso il motivo del cuore o dei cuori uniti da una mezzaluna, simbolo e promessa di amore e, come tale, dono destinato alle innamorate. Infine, sono da segnalare i numerosi amuleti che, soprattutto in passato, venivano riservati alla protezione magica dei bambini; tra le forme ricorrenti figurano la ranocchiella, la chiave, la stella a cinque punte, la mezzaluna, il cuore, il cornetto. Attualmente, questo tipo di produzione è stata affiancata da una serie di gioielli innovativi che, mutuando i motivi tradizionali, diventano sintesi emblematica di creatività e tecnologia.

Per saperne di più: www.regione.abruzzo.it/cultura