L'Abruzzo descritto da viaggiatori e artisti

Il Grand Tour: sulle tracce dei grandi viaggiatori del passato che hanno visitato l'Abruzzo dal '700 ai primi anni del '900.

Nel settecento gli uomini di cultura di tutta Europa, gli amanti dell’arte e del bello, iniziarono a visitare l’Italia classica con il suo immenso patrimonio artistico ed il paesaggio meraviglioso: fu l’inizio del Grand Tour. In quegli stessi anni, ma soprattutto nei due secoli successivi, numerosi viaggiatori, antropologi e artisti, vennero attratti dalle regioni meno conosciute, alla ricerca dell’esotico e mossi dal senso di scoperta e avventura. L’Abruzzo, in questo senso, fu una delle mete preferite per aver mantenuto un’aura di lontano e di selvaggio. Questa caratteristica emozionale, ancora oggi è una delle motivazioni principali per viaggiare alla scoperta di una regione sorprendente. Ecco dunque come storici, esploratori, artisti, antropologi e botanici hanno descritto la regione.

L'abruzzo visto con gli occh dei viaggiatori, artisti e personaggi che lo hanno viitato.

Boccaccio

Per cominciare, bisogna partire molto prima e cioè dal 1300 e da Boccaccio. "Più in la che Abruzzi" rimane ancora una delle frasi più felici per descrivere la sensazione di lontano, di selvaggio, di natura forte, che da sempre è stata la migliore rappresentazione dell'Abruzzo. Boccaccio era amico degli umanisti di Sulmona, e quando da Firenze si recava a Napoli, e viceversa, era ospite di Barbato da Sulmona, poeta e scrittore, con il quale ebbe anche rapporti epistolari.


 

Ascenzione Gran Sasso – De Marchi

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Lear

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Estella Canziani

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Gregorovius

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Mommsen

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Kappel Kraven

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Sthendal

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I pittori scandinavi nella valle Roveto

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Gadda

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